Cyberpunk Red // Krome Karma // Sessione 01

Il Monaco e la Missione

La squadra incontra un monaco modificato dai Maelstrom che chiede aiuto per liberare suo fratello Jinpa. Il gruppo raggiunge il covo a South Night City — un magazzino con un rave nel ventre. Vesper forza la prima password della rete.

La squadra
La squadra

Night City non dorme mai, ma ha imparato a fingere. Tra i vicoli allagati di Watson e i neon spenti di qualche bodega bruciata, quattro edgerunner che si conoscono da abbastanza tempo per non fidarsi l'uno dell'altro — e abbastanza a lungo per farlo comunque — si ritrovano insieme per l'ennesima volta. Ghost, Jap Job Sing, Abdul Ahmed e Vesper Boulevardier. Una squadra sgangherata, forse, ma funziona.

Funziona finché Jap Job Sing non decide che la strada è il posto giusto per giocare con una granata. Due agenti NCPD in pattuglia lo notano — o meglio, uno dei due lo nota, si ferma e lo redarguisce con la pazienza di chi ha visto di tutto, ma ha una soglia di tolleranza ben definita. Il gruppo incassa, sorride e si allontana. Una delle tante scene di ordinaria follia a Watson.

Il monaco
Il monaco

L'incontro arriva da dove non te lo aspetti: un monaco. Non il tipo che vedi sugli schermi olografici di qualche culto corporativo, ma uno vero — vesti consunte, occhi fermi. Si chiama Tenzin. Il cyberware si nota subito: un braccio meccanico che esce dalla manica della tonaca, impianti che solcano la pelle del viso e del cranio come cicatrici di ferro. Non li nasconde, non li ostenta. Li porta come si porta qualcosa che ti è stato imposto senza chiederti nulla.

I Maelstrom lo hanno preso. Lo hanno tenuto. E quando lo hanno rilasciato, lo hanno rimandato in strada con i loro segni addosso — il loro modo di marchiare tutto ciò che toccano. Ogni centimetro di metallo sotto la sua pelle è una ferita aperta, ma non è l'odio che lo ha portato qui.

Suo fratello Jinpa è ancora nelle loro mani. Vivo, per quanto ne sa. E Tenzin ha bisogno di qualcuno disposto a entrare nel territorio dei Maelstrom e tirarlo fuori.

Il covo dei Maelstrom
Il covo dei Maelstrom

La squadra decide. South Night City. Magazzini abbandonati, condotti industriali, ferraglia arrugginita che si arrampica verso un cielo che non si vede mai davvero. È qui che i Maelstrom hanno piantato le radici. La prima cosa che si sente è la musica — bassa, ossessiva, distorta quanto basta da far vibrare il petto a duecento metri di distanza. Dentro il covo c'è un rave: luci rosse e strobo bianchi, sagome che si muovono in modo meccanico. Forse umano. Forse no.

Perché i Maelstrom non fanno festa come tutti gli altri. Visi coperti di cromo, ottiche rosse che lampeggiano nel buio, mascelle rinforzate e cablaggi a vista sulla pelle — modifiche spinte così avanti da sfiorare la cyberpsicosi. Il confine con il resto di South Night City non è segnato su nessuna mappa. Si capisce dall'odore: metallo, ozono bruciato, qualcosa di organico che non dovrebbe esserci.

Vesper si muove prima degli altri — non con i piedi, ma con la mente. Connessione stabilita, interfaccia aperta: i primi strati della rete Maelstrom cedono uno dopo l'altro sotto le sue dita invisibili. Quello che c'è dentro, ancora non si sa. La prima password ha ceduto. Il resto no — non ancora.

Personaggi chiave
Tenzin Monaco con cyberware imposti dai Maelstrom. Cerca suo fratello Jinpa, ancora prigioniero.
Domande aperte
In che condizioni si trova Jinpa dentro il covo dei Maelstrom?
Cosa nasconde la rete Maelstrom oltre la prima password?
Perché i Maelstrom hanno rilasciato Tenzin — e modificato?

La prima password è caduta. La seconda aspetta. E i Maelstrom non lasciano entrare nessuno senza accorgersene.